Dove fare lo stage

Non è sempre lo stesso il motivo per cui i giovani vogliono fare lo stage all’estero: per necessità, perché sperano che aumentino così le chance per trovare un lavoro al rientro o dopo la conclusione degli studi; per curiosità, perché vogliono addentrarsi per un periodo di qualche mese in un contesto straniero; per crescita linguistica e professionale, perché un periodo di attività nella vita reale conferisce quella sicurezza che nessuna formazione teorica può garantire.
Trovare il paese e il posto adeguati alla realizzazione di questi obiettivi non è semplice. La scelta dipende da molti fattori, legati alla formazione, all’esperienza professionale, ai propri interessi e perfino, sì, al portafoglio. Ci sono però alcuni criteri che aiutano a distinguere la strada adatta tra le mille opportunità possibili.

Lingua
Serve una riflessione critica sul proprio livello per individuare il paese “eleggibile”. Puntare su uno stage in Finlandia senza sapere il finlandese riduce di molto le aziende disponibili. Solo in casi rari la conoscenza dell’inglese è sufficiente per andare in un Paese non anglofono. Con l’inglese un ingegnere può cavarsela in molti Paesi, se sceglie una grande azienda. Chi fa Economia e Commercio e vuole Parigi, non va da nessuna parte senza il francese. Per svolgere lo stage con successo, serve almeno un livello medio di lingua. Chi lo definisce “scolastico” non è pronto per un periodo professionalizzante. Meglio fare prima un corso intensivo di lingua e tentare in seguito la strada aziendale.

Stage possibili
Azienda e percorso di studi devono essere collegati il più possibile. Se si cerca uno stage nel commerciale in Andalusia o in Germania orientale, le opportunità sono molto limitate. Nel turismo invece potrebbero aprirsi parecchie opportunità, perché gli imprenditori vogliono attirare i turisti italiani e lo stagista potrebbe fare da collegamento. Dal curriculum di studi deve essere comprensibile non solo la motivazione della domanda, ma anche la competenza specifica per un determinato progetto formativo. La scelta dell’azienda e della mansione da svolgere richiede una ricerca mirata anche perché la concorrenza in tutti i paesi è molto alta e prima di tutti riescono gli studenti del posto, solo dopo gli stranieri. Gli stage si trovano non solo nelle grandi aziende e su Internet, ma anche nelle medio e piccole, che sono sempre in cerca e spesso non pubblicano gli annunci su Internet.

Clima
Poco importante in Europa, al di fuori è fondamentale la domanda: la mia salute regge le condizioni climatiche del paese desiderato? Chicago è un luogo fantastico ma nei mesi invernali il vento del lago porta la temperatura anche a meno 25°C. Calcutta offre un laboratorio particolare, con una crescita economica di quasi il 10% all’anno, ma soffre del monsone, ha un’umidità altissima e temperature elevate. Chi non sta bene in zone climatiche molte diverse da quelle italiane, dovrebbe mirare a zone simili a quelle di casa. In ogni caso sarebbe utile eseguire un check-up totale prima di partire (incluso la visita dal dentista!).

Visto
Per svolgere un periodo di formazione fuori dall’Unione Europea, serve un visto. Il numero dei visti, di qualsiasi tipo, è sempre limitato: ciascuno Stato ne stabilisce la quantità anno per anno. Raggiunto questo numero, nell’anno in questione non ci sono altre possibilità. Ad esempio la fine dell’estate potrebbe essere troppo tardi per fare una richiesta di visto per stage in Canada, perché i visti potrebbero essere finiti. Si sarebbe perciò costretti a rimandare l’inizio dello stage all’anno successivo. Per altri paesi, come negli Stati Uniti, invece, si devono preventivare tempi molto lunghi (più di un anno) tra presentazione della domanda e inizio dello stage. In poche parole: la ricerca di uno stage lontano dal proprio Paese deve iniziare con grande anticipo.

Denaro
Borse di studio e rimborsi dall’azienda aiutano enormemente a sostenere i costi di viaggio e di sostentamento sul posto, ma raramente sono sufficienti. Vincere una borsa non è facile e nemmeno trovare le aziende che danno il rimborso. Senza fondi propri l’idea dell’estero è meglio scartarla subito per non rimanere delusi. Il costo dell’alloggio, in una capitale come Londra o Dublino, va da 150 a 200 € a settimana. Il visto necessario per gli Stati Uniti, fatto mediante un’agenzia, costa 500-600 €. Chi usa fondi propri per 3 mesi all’estero, deve calcolare un esborso di almeno 3000 € (in Europa e senza corso di lingua).


Articolo di Bernd Faas tratto dalla Newsletter Muoversi di Eurocultura https://www.eurocultura.it/