Stage all’estero. Come approcciarsi a questo tipo di esperienza.

Le espressioni stage e stagista sono ormai diventate di uso comune in Italia. Stage è una parola francese che deriva dall’antico “estage”, soggiorno, che è uno sviluppo del latino “stagium”. Indica quindi un periodo di permanenza in un posto.
Di solito, le aziende sono interessate a periodi minimi di permanenza di due o tre mesi, con tendenza a prolungare fino a sei mesi/un anno.
I tirocini non sono quindi una sorta di “turismo aziendale”, infatti la permanenza di un mese o anche meno è poco gradita dalle imprese e chi la effettua rischia di sentirsi “parcheggiato”, perché nessuno all’interno dell’impresa è interessato ad investire tempo per insegnare ad una persona che si ferma per poche settimane.
Lo stagista può essere accolto da aziende private, da istituzioni e da enti non profit. Possono essere realtà da cinque dipendenti come da cinquemila. Spaziano dall’industria ai servizi, dalla cultura al commercio.
Ci sono realtà che accettano solo candidature con sei mesi di anticipo, che cercano una figura specifica per svolgere un progetto preciso, che fanno girare lo stagista in vari reparti, che offrono anche la possibilità di scrivere la tesi. Ci sono anche imprese che accettano lo stagista nel giro di poco tempo, che usano lo stage come periodo di prova per concluderlo con una proposta di lavoro. Ci sono anche imprese che non sanno inserire lo stagista in modo efficace.
In alcuni paesi può entrare in azienda solo tramite enti di formazione, che possono essere le scuole superiori, le università, le scuole di specializzazione, le numerose agenzie che organizzano tirocini e corsi a pagamento.

Per giudicare se è valida un’offerta di stage, occorre controllare tra l’altro che siano previsti:
– un progetto formativo,
– un contratto.

Progetto formativo
Un progetto formativo non è necessario ma è spesso richiesto dagli enti di formazione all’azienda, secondo le necessità e la formazione del tirocinante.
Un progetto formativo adeguato deve contenere obiettivi realistici e raggiungibili nel corso dello stage e con le competenze messe a disposizione. Gli obiettivi possono essere a termine breve, medio e lungo con momenti di verifica da parte del tutor.
Obiettivi a breve termine sono, per esempio, la comprensione della struttura organizzativa e la socializzazione con i colleghi. Entro pochi giorni dall’inizio questi obiettivi devono essere raggiunti, perché servono a facilitare l’autonomia sul posto di lavoro.
Un obiettivo a medio termine dovrebbe essere quello, per esempio, relativo alla conoscenza di un determinato problema (del tipo: canali di promozione delle attività in un determinato paese, costruzione di una mailing list della stampa che si occupa di diritti umani); si conclude con una breve relazione da presentare durante la riunione settimanale dell’ufficio.
Un obiettivo a lungo termine può consistere, per esempio, nella produzione di un’analisi sulle problematiche del debito pubblico in un paese in via di sviluppo.
Fondamentali per la riuscita dello stage sono anche i momenti di verifica: più volte durante la settimana il tutor e lo stagista si prendono il tempo per discutere lo stato del lavoro e il suo proseguimento.
Se lo stage viene attuato tramite un ente italiano (come l’università), esso deve rispettare anche le norme previste in Italia (convenzione concordata tra ente e azienda; progetto formativo concordato tra ente, azienda e stagista; assicurazione RC italiana; ulteriore tutor dell’ente formativo). Solo a queste condizioni si può ottenerne il riconoscimento come credito formativo.

Contratto

Stage convenzionato
Prima di iniziare lo stage, le parti (stagista, impresa ed ente – scuole superiori, università, scuole di specializzazione, enti di formazione professionale ecc.) sottoscrivono un contratto nel quale vengono stabiliti diritti e doveri reciproci. Oltre alla durata e all’orario, si convengono le cause di recessione (per esempio la non adeguatezza dello stagista) e le eventuali forme di compenso. Ogni contratto contiene una clausola sulla riservatezza che impegna lo stagista a non divulgare quanto è venuto a sapere durante lo stage. Viene anche chiaramente affermato che lo stage non dà in nessun modo diritto all’assunzione.
Lo stage convenzionato può essere obbligatorio se rientra nel piano di studi, oppure facoltativo nel caso in cui sia richiesto per iniziativa dello stagista.

Stage libero
Si può inoltrare domanda di stage direttamente alle aziende, senza ricorrere ad un ente di formazione. In questo caso è meglio mettere in chiaro in anticipo i termini, al fine di evitare che il tirocinio si trasformi in un rapporto lavorativo gratuito o, peggio ancora, in sfruttamento di lavoro da parte di un’azienda che mira esclusivamente a risolvere bisogni immediati e temporanei.
È importante definire per iscritto un accordo di stage con l’azienda stessa, in modo da evitare sgradevoli malintesi.
Questa forma di stage non rende obbligatoria alcuna remunerazione.


Tratto dall’articolo di Mariella Giambra dalla Newsletter Muoversi di Eurocultura https://www.eurocultura.it/