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Come aprire un’associazione 

CHE COS’E’ IL VOLONTARIATO

Il volontariato è un’opera di grande altruismo che uno o più individui compiono verso chi ha bisogno, indipendentemente che si tratti di un malato, un bambino, un anziano, di un animale o semplicemente di un tratto di spiaggia.

Esistono diverse forme e modalità per fare volontariato, più o meno impegnative, durature, ma tutte devono essere prese con serietà e impegno nella piena consapevolezza che il volontariato non è un hobby, ma un lavoro vero e proprio, un impegno socialmente utile e come tale deve essere considerato altrimenti si rischia di agire con superficialità, di arrecare un danno anziché un vantaggio all’oggetto delle nostre attenzioni.

Il volontariato non è uno svago, o un rimedio contro la noia, né un’occasione per incontrare nuove persone, è un’opportunità straordinaria di farsi carico di qualcosa che nessuno altro cura con lo stesso spirito disinteressato, con la stessa forte e gratuita motivazione.  La decisione di diventare volontari deve nascere da una sincera disponibilità e dall’amore per il prossimo, non da affermazioni personali, la cosa più importante è la continuità dell’impegno, che è anche un indice della serietà della motivazione.

In un gruppo di volontari che partecipano a un progetto di volontariato lo spirito che muove ognuno è diverso, ma comunque sia il motivo che spinge a fare questa scelta, l’importante è l’impegno e la responsabilità messa nel lavoro. Se ci si impegna seriamente in un’attività di volontariato, non si può rifiutare un incarico perché “un ragazzo non vi è simpatico”, o perché “fa freddo”, o perché “ci si deve svegliare troppo presto”, oppure la logica, sbagliata che se si è volontari non si deve obbedire a nessuno.Chi comincia in questo modo si troverà a disagio, non verrà giudicato positivamente dall’associazione per cui lavora, né potrà aiutare concretamente.

Un volontario deve garantire e dimostrare impegno, responsabilità, senso del gruppo e capacità di lavorare con altri senza tentare di prevaricare, costanza, pazienza e nelle attività di campo deve avere capacità di mantenere la calma e trasmetterla agli eventuali assistiti. Esiste una Carta dei Valori Del Volontariato, sui principi base e sugli atteggiamenti e i ruoli giusti che i volontari e associazioni di volontariato devono tenere, questa è stata realizzata dalla FIVOL (Fondazione Italiana per il Volontariato) è scaricabile qui.

REQUISITI

I requisiti per fare volontariato variano a seconda del settore di scelta, a volte sono richieste precedenti esperienze, formazione specifica e attitudini particolari, altre volte invece il volontariato è aperto a tutti, senza distinzioni.

Dopo il contatto con l’associazione, c’è un colloquio per valutare il reale interesse e l’attitudine del candidato volontario, il tempo che può dedicare alla cosa, l’impegno, ecc. se si passa la selezione viene richiesto a volte un corso obbligatorio di formazione da svolgere presso la sede dell’associazione e un periodo di pratica in affiancamento a un volontario esperto. Dopo di che comincia il lavoro vero e proprio, per fare il volontario occorre la maggior età, non sempre però serve perché per alcune attività tipo nelle botteghe solidali, nei viaggi di eco – turismo, per i commessi nelle botteghe solidali, per le associazioni ambientaliste è sufficiente avere 16 anni. Non c’è distinzione tra uomo e donna è aperto a tutti (giovani, anziani, studenti, casalinghe, pensionati,ecc.), purché si sia in possesso dei requisiti richiesti per l’attività: esami del sangue per i donatori, sana e robusta costituzione per chi vuole lavorare nella protezione civile, la mancanza di precedenti penali per chi opera nel sociale.

scarica informazioni utili su:
Dove fare volontariato
Tipi di volontariato
Siti e libri utili
Corsi per volontari

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE

Avete mai pensato a come impegnarvi in un modo veramente alternativo ed utile? Vi siete mai chiesti se esiste qualcosa che riesca a mettere insieme responsabilità e crescita personale ma anche divertimento, nuove esperienze e miglioramento delle lingue? La risposta si chiama volontariato internazionale, un’opportunità veramente stimolante ed interessante.
Il volontariato internazionale ha la sua ragion d’essere nella volontà di offrire tempo e risorse proprie a persone e situazioni svantaggiate vicine o molto distanti, anche geograficamente, dalla nostra quotidianità.  Con una particolarità non da dimenticare: chi si impegna per 6 o 12 mesi non deve sostenere alcun costo, perché o trova una borsa oppure è spesato dall’ente di accoglienza.
Nella maggiore parte dei casi non è necessario avere una preparazione specifica. L’importante è essere motivati ad aiutare e ad integrarsi velocemente nell’ambiente. Se il volontario ha alle spalle delle esperienze nel campo, la sua domanda viene naturalmente valutata con maggiore attenzione.
La conoscenza delle lingue migliora, dovendo comunicare nell’attività per tante ore. Oltre ad allargare il proprio orizzonte culturale, questo migliora le opportunità di successo nella carriera, vista la crescente importanza attribuita dalle aziende a queste esperienze.
L’esperienza a tempo pieno permette di acquisire competenze aggiuntive, che vanno dal computer alle conoscenze tecniche nel settore ambientale-sociale-culturale, dal sapersi muovere, presentare e parlare in un contesto multiculturale alla gestione amministrativa di un determinato progetto con scadenze, al lavoro di gruppo per raggiungere un obiettivo comune.
La permanenza all’estero, inseriti profondamente nel contesto locale, fa vivere in modo diverso, fa scoprire lati nascosti di sé stessi grazie al superamento dei vari ostacoli e perciò rende più forti e resistenti. È nelle situazioni meno consuete che l’indipendenza si sviluppa al meglio assieme all’autonomia, alla capacità di adattamento e a quella di sapersela cavare nelle occasioni critiche.
Il proprio curriculum, e di conseguenza le prospettive di lavoro, si arricchiscono perché si testimonia mobilità e flessibilità. Doti che l’azienda moderna richiede sempre di più al personale per affrontare le sfide quotidiane del mercato globale. L’evoluzione continua dei mercati e dei prodotti ha bisogno di un collaboratore che, sulla base di competenze professionali, è in grado di agire all’insegna del “problem solving” senza sfinirsi davanti al problema e senza perdere di vista gli obbiettivi strategici.
Da tutto ciò si capisce che un periodo prolungato di volontariato è particolarmente indicato per persone che hanno concluso un ciclo formativo come la scuola superiore oppure l’università. Ma anche chi si trova ancora all’università e ha bisogno di una pausa di riflessione oppure chi ha smesso con un lavoro e non vuole proseguire subito può trarre enormi vantaggi dal soggiorno all’estero.
Nel corso di un anno escono regolarmente dei bandi che prevedono borse di studio. All’interno del Servizio Civile italiano (www.serviziocivile.it) oltre 400 giovani fino a 28 anni vanno per un anno a dare una mano in Europa o addirittura in Costa Rica, Bolivia o Tailandia. Le offerte del Servizio Volontario Europeo (SVE,www.agenziagiovani.it) per giovani fino a 30 anni sono molto più numerose e riguardano principalmente l’Europa come luogo di svolgimento. Ma anche chi non vince una borsa oppure ha superato i limiti d’età può scegliere tra migliaia di enti nel mondo disposti ad acccoglierlo. Basta proporsi direttamente. *(Tratto dalla Newsletter Muoversi n. 689 di EUROCULTURA)

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE VOLONTARIO

Il Servizio Civile Nazionale Volontario, istituito attraverso la Legge 64/01, nasce con l’obiettivo di raggiungere le seguenti finalità e principi previsti dalla Legge stessa all’Art 1:
concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari;
favorire la realizzazione dei princìpi costituzionali di solidarietà sociale;
promuovere la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli;
partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della Nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, anche sotto l’aspetto dell’agricoltura in zona di montagna, forestale, storico-artistico, culturale e della protezione civile;
contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all’estero.
Il Servizio Civile Nazionale Volontario è quindi la possibilità per i giovani interessati di dedicare (parte di) 12 mesi della propria vita a se stessi e agli altri; formandosi, acquisendo conoscenze ed esperienze e maturando una propria coscienza civica. Il tutto attraverso l’agire concreto all’interno di progetti di solidarietà, cooperazione, assistenza…

S.V.E. (Servizio Volontario Europeo)

Vedi sezione specifica

Il Servizio Volontario Europeo (dalla Newsletter 528 di Eurocultura) contiene, tra gli altri, alcuni aspetti rilevanti:
· essendo un programma di educazione (“educazione non formale” recita la norma), si realizza in modo che i giovani, alla fine, ne risultino arricchiti nella maturazione personale e nella formazione professionale;
· permette ai giovani di dare sfogo alla naturale carica di curiosità e di generosità che li caratterizza;
· fornisce un sostegno ad enti e associazioni impegnati nel miglioramento della società;
· a parte l’età (che non deve superare i 30 anni), non prevede altri requisiti generali: quindi può essere fatto da chiunque e praticamente in qualsiasi settore.  C’è bisogno di sottolineare che è un’occasione d’oro per tutti coloro che hanno professioni poco richieste sul mercato del lavoro?
Sappiamo di giovani che, finito il periodo di volontariato SVE, hanno ricevuto e accettato proposte di lavoro da associazioni e aziende con cui erano venuti a contatto e che quindi li avevano visti all’opera.  Quelli, invece, che hanno deciso di tornare subito, hanno avuto ottime proposte in Italia perché:
· anche se erano stati in Paesi non anglofoni, avevano migliorato di molto la padronanza dell’inglese, in quanto questa lingua era stata per un anno la loro lingua di lavoro;
· avevano percorso, pian piano e guidati, la strada per una professione vera e propria;
· avevano imparato la lingua locale e avevano conosciuto un Paese, la sua società, la sua mentalità, la sua economia, ecc.  Se queste competenze erano state acquisite per Paesi dell’Est europeo, risultavano molto ricercate dalle nostre imprese che vogliono fare affari in questi mercati tra noi poco “popolari”.
Chi avesse un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, volesse espatriare per 6-12 mesi e fosse interessato ad esplorare le possibilità che lo SVE può dargli, deve mettersi in contatto con un ente o un’associazione italiani d’invio, la cui lista si trova in www.agenziagiovani.it/home.aspx > Database degli Enti SVE.