
Sul colle di Medea, a 135 metri sopra la pianura friulana, c’è un luogo che non celebra una vittoria.
Celebra una speranza.
Nel 1951, dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, nacque qui l’Ara Pacis Mundi: un monumento pensato per ricordare i caduti di tutte le guerre e trasformare la memoria in un impegno verso la pace.
Al suo interno custodisce un gesto potente: un’urna con le zolle di terra provenienti da oltre 800 cimiteri di guerra italiani e stranieri.
Sull’ara, una frase incisa come monito: “Odium parit mortem, vitam progignit amor”
L’odio genera morte, l’amore dà vita.
Il complesso, progettato dall’architetto Mario Bacciocchi, domina il paesaggio tra Gorizia e Palmanova.
Scalini, pilastri in travertino, l’ara in porfido: architettura essenziale, simbolismo forte.
Un luogo che invita a fermarsi.
A guardare lontano.
A ricordare perché la pace non è mai scontata.
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